ИЛЬЯ ЧЛАКИ - LA TROTTOLA, o questo non succede (Волчок, или так не бывает)

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              И Л Ь Я   Ч Л А К И

    LA TROTTOLA, o questo non succede (Волчок, или так не бывает)

    Traduzione di Emanuela Cometti 

     

     

    (Commedia senza fine)

     

    Personaggi

     

    Pavel

    Sveta, Nina, Lena

     

     

    Monolocale. Ingresso. Pavel apre la porta, entra Sveta.

    PAVEL. Sveta!

    SVETA. Salve, Pavel.

    PAVEL. Sono così contento che tu sia venuta. (Vuole abbracciarla).

    SVETA. Sono venuta per parlare seriamente. (Entra nella camera da letto).

    PAVEL. Sveta … (La segue.) Siediti ….

    SVETA. Pavel …

    PAVEL. Stavo pensando a come sono felice che tu sia venuta …

    SVETA. Aspetta …

    PAVEL. Ma non mi aspettavo che tu venissi …

    SVETA. Secondo me ci eravamo messi d’accordo per oggi.

    PAVEL. Ah sì?

    SVETA. Ti sei dimenticato?

    PAVEL. Potevi anche non venire …

    SVETA. Ho detto che sarei venuta e sono venuta, non può essere altrimenti.

    PAVEL. Ma sai …

    SVETA. Per dieci anni siamo stati  compagni di scuola e ancora non hai capito che mantengo tutte le promesse, che non mento mai, che io …

    PAVEL. Sei intelligente. (Vuole abbracciarla.)

    SVETA. Aspetta.

    PAVEL. Sveta! (Vuole baciarla.)

    SVETA. Tu proprio non vuoi capire.

    PAVEL. No, non voglio.

    SVETA. Non vuoi capire che sono venuta per parlare seriamente.

    PAVEL. Dopo.

    SVETA. No, Pavel, adesso.

    PAVEL. Ti ascolto ….

    SVETA. Puoi lasciarmi sola per un secondo?

    PAVEL. Non posso.

    SVETA. Allora me ne vado.

    PAVEL. Va bene, ti lascio sola per un secondo.

    SVETA. Pavel …

    PAVEL. Il secondo è passato.

    SVETA. Me ne  vado.

    PAVEL. Finito. Taccio. Parla, ti ascolto. Sveta.

    SVETA. Io non voglio insegnarti nulla, non sei un bambinetto,  ma non posso nemmeno lasciarmi scivolare addosso le cose così. Ma vivere così come te Pavel non è possibile. Sei grande ormai ….

    Suona il telefono.

    PAVEL. Scusa. (Nella cornetta). Pronto … Ah, sei tu? No, perché? Capisci, qui c’è questa cosa … No, niente, sono solo … la verità (Evidentemente, dall’altra parte avevano attaccato, anche Pavel allora conclude la conversazione.) Era la mamma. Voleva sapere chi c’era. Continua, ho capito tutto. “Sei grande ormai”.

    SVETA. Sei grande ormai, Pavel …

    Suona il telefono.

    PAVEL. Non farci caso, è ancora la mamma.

    SVETA. Vuoi parlare con lei?

    PAVEL. Abbiamo già discusso di tutto. “Sei grande ormai”.

    SVETA. Voglio parlare con lei. (Va verso il telefono)

    PAVEL. No, è meglio che ci pensi io. (Taglia la strada a Sveta e si dirige al telefono). Ti ho già detto: non ho nessuno, nessuno.

    SVETA. Perché menti? Dai, voglio parlare con Elizaveta Andreevna.

    PAVEL. (Verso il telefono). Ti sembrava. Era una voce maschile. Si era la mia voce, la mia.

    In quel momento riattaccano di nuovo.

    PAVEL. Non ci crede. Verrà la mamma. Cosa stai dicendo?

    SVETA. Perché hai lasciato l’istituto?

    PAVEL. Sveta.

    SVETA. Bene, parlerò di questo con Elizaveta Andreevna. Lasciami sola.

    PAVEL. Non posso. Quando sei qui, io muoio.

    SVETA. Te la sei data. Ti comporti come un bambino.

    PAVEL. Sì.

    SVETA. Non ti fai nemmeno il letto.

    PAVEL. Perché ti stavo aspettando.

    SVETA. Devo farlo io?

    PAVEL. Al contrario.

    SVETA. Ecco come mi accogli.

    PAVEL. Con amore.

    SVETA. L’amore, Pavel, non è solo il letto. L’amore per prima cosa è igiene. Tu conduci una vita da scapolo indecente …

    PAVEL. Come sei divertente …

    SVETA. Uno scapolo non vuol dire che è un uomo. Guarda in letteratura. Tolstoj, Čechov, ma anche Gor’kij. Hai mai visto qualcuno come te?

    PAVEL. In Gor’kij “Alla vigilia”.

    SVETA. Sì, tu sei alla vigilia. Smettila.

    PAVEL. Sveta.

    SVETA. Ragiona, Pavlik, prima che sia troppo tardi. Non ne uscirà nulla di buono, sappilo. Nell’ultima “Literaturka” …. Non leggi i giornali?

    PAVEL. Che cosa c’entrano i giornali?

    SVETA. C’entra perché nell’ultimo numero di Literaturka c’è scritto cosa degrada l’uomo. Una donna intelligente, capace …

    PAVEL. E sei qui per questo?

    SVETA. Non è su per te Pavel. Una donna intelligente, capace non si trasforma mai in Dio sa cosa. Tutto è iniziato all’istituto. Lei, come te, è uscita da là …

    PAVEL. Solo un bacio e dimmi cosa vuoi (La bacia.)

    SVETA. Pavlik.

    PAVEL. Sveta.

    SVETA. Pavlik.

    PAVEL. Amore mio.

    SVETA. Ecco. Ha lasciato l’istituto.

    Suona il campanello.

    PAVEL. Ho fatto bene. (Vuole baciare Sveta.)

    SVETA. Ma non senti?

    PAVEL. Non voglio sentire. (Va nell’ingresso, apre la porta).

    Entra Lena.

    LENA. Pavlik!

    PAVEL. Lena?!

    LENA. Pavlik!

    PAVEL. Ciao, Lena …

    LENA. Che cos’hai Pavlik?

    PAVEL. Che cos’ho? Ciao, Lena …

    LENA. Oddio, sei malato?

    PAVEL. Io?

    LENA. Signore, non sei malato?

    PAVEL. No, io ….

    LENA. Pavlik, sei completamente malato!

    PAVEL. No, io sono sano, sono così felice … sei venuta, mi hai fatto una tale sorpresa …

    LENA. Sorpresa? Ma hai la febbre?

    PAVEL. Non lo so.

    LENA. Hai la febbre. Tu stesso mi hai detto di venire oggi.

    PAVEL. Oggi?

    LENA. Hai una brutta faccia …

    PAVEL. Capisci …

    LENA. Hai mangiato qualcosa?

    PAVEL. No, io ….

    LENA. Devi metterti subito a letto. (Va nella camera da letto.)

    PAVEL. Lena, Lenočka.

    Lena, seguita da  Pavel entrano nella camera da letto. Piccola pausa.